Discussione:
Qualcuno sa qualcosa dell'accordo FIAT con i cinesi?
(troppo vecchio per rispondere)
Leprechaun
2009-07-06 23:43:51 UTC
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A leggere il Sole 24 ore (l'organo della confindustria) sembrerebbe
che la Fiat ha fatto un accordo con la Gac per produrre vetture FIAT
per il mercato cinese.
A leggere La Stampa (dovrebbe saperla lunga in fatto di Fiat, dato che
ne è l'organo) sembrerebbe di no. Infatti accanto ad un accordo per la
produzione di auto Fiat in cina per il nercato cinese:

La stampa:

"Oltre a questo, il gruppo Fiat Automobili ha raggiunto un accordo con
China Auto Caiec per l'esportazione in Cina di automobili con il
marchio Fiat."

Più sopra si parla così:

"Quello principale, da 400 milioni di dollari, riguarda una joint
venture tra il Lingotto e Gac che consentirà al gruppo italiano di
produrre veicoli in Cina a partire dal 2011"

Si direbbe, pur nell'ambiguità della prosa, che quest'ultimo accordo
NON sia per il mercato cinese (a differenza del primo qui citato, per
il quale lo si dice esplicitamente).
Se è così, si tratta di delocalizzazione.
Ora sarebbe il caso di parlare un po' di delocalizzazione. Qualcuno
dei free trader mi dovrebbe spiegare in base a quale principio se
un'azienda italiana delocalizza in cina (maestranze, materie prime,
anche dirigenti, tutti cinesi) e produce "semilavorati" che spedisce
alla casa madre, non paga la dogana. In questo modo si consente ad un
paese (la Cina) di fare dumping sociale verso l'altro.
Ma non solo: si fa dumping commerciale verso il paese ospite (la
Cina): l'industriale cinese che esporta le stesse cose, in ipotesi, in
Italia, lui sì che paga la dogana.

Qualcuno sa darmi dei chiarimenti?
Mr. X
2009-07-07 06:42:25 UTC
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Post by Leprechaun
A leggere il Sole 24 ore (l'organo della confindustria) sembrerebbe
che la Fiat ha fatto un accordo con la Gac per produrre vetture FIAT
per il mercato cinese...
"Oltre a questo, il gruppo Fiat Automobili ha raggiunto un accordo con
China Auto Caiec per l'esportazione in Cina di automobili con il
marchio Fiat."
"Quello principale, da 400 milioni di dollari, riguarda una joint
venture tra il Lingotto e Gac che consentirà al gruppo italiano di
produrre veicoli in Cina a partire dal 2011"
Si direbbe, pur nell'ambiguità della prosa, che quest'ultimo accordo
NON sia per il mercato cinese (a differenza del primo qui citato, per
il quale lo si dice esplicitamente).
Se è così, si tratta di delocalizzazione.
scusa, una fabbrica in Cina x portare le macchine in Europa?
più che altro si sà che in Cina devi accordarti con qualcuno, quindi
devi trattare una jv con locali (la prima volta di fiat non è andata
bene, hanno deciso di chiudere). E' risaputo che quello diventerà (non
ricordo gli ultimi dati, forse lo è già...) il più grosso mercato di
autovetture, quindi è evidente che sia strategico piazzarsi là,
costruire e vendere. Se arriveranno i profitti questo permetterà anche
di poter fare scelte meno drastiche sui mercati più "casalinghi".
Da questo punto di vista non mi sembra niente di negativo. Spero che
nessuno pensi che le macchine fatte a Termini Imerese possano venire
vendure in Cina...

Mr. X
Leprechaun
2009-07-07 11:36:38 UTC
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Post by Mr. X
scusa, una fabbrica in Cina x portare le macchine in Europa?
più che altro si sà che in Cina devi accordarti con qualcuno, quindi
devi trattare una jv con locali (la prima volta di fiat non è andata
bene, hanno deciso di chiudere). E' risaputo che quello diventerà (non
ricordo gli ultimi dati, forse lo è già...) il più grosso mercato di
autovetture, quindi è evidente che sia strategico piazzarsi là,
costruire e vendere. Se arriveranno i profitti questo permetterà anche
di poter fare scelte meno drastiche sui mercati più "casalinghi".
Da questo punto di vista non mi sembra niente di negativo. Spero che
nessuno pensi che le macchine fatte a Termini Imerese possano venire
vendure in Cina...
Se è come dici tu, hai ragione. Ma il testo della Stampa era assai
ambiguo. In ogni caso per non pagare la dogana, si devono importare
semilavorati, non prodotti finiti. Ad esempio, le vetture a pezzi
(scocca, motore, ecc.). Tu dici forse che il costo del trasporto
renderebbe antieconomica l'operazione? Non ne sono sicuro. Il costo
del lavoro in Cina è un terzo che da noi.

Una ditta "campana" (credo si possa usare il presente) ha
delocalizzato in cina la sua produzione di strumenti chirurgici
(acciao, titanio). Li importa "semilavorati", ovvero gli manca la
lucidatura finale. Stravende alle strutture del sistema sanitario
nazionale, grazie ai prezzi molto bassi.

Tieni inoltre presente che recentemente (un paio di anni fa) c'è stata
la crisi del carbone (coke). Non si trovava carbone in giro neanche a
pagarlo oro, e perfino le acciaierie di Terni hanno avuto problemi.
Erano i cinesi, che hanno fatto incetta (sono già pieni loro di
carbone) per diventare i primi produttori del mondo di acciaio, e lo
sono diventati.
Le auto si fanno con l'acciaio. A conti fatti, forse conviene
trasportare un prodotto (semi)finito, invece che la materia prima.

Fossi un sindacato, indagherei ...

Indipendentemente da questa storia, il problema delle delocalizzazioni
esiste. Se ne parla in tutto il mondo, salvo che da noi, tanto per
cambiare.
Mr. X
2009-07-07 15:31:33 UTC
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Post by Leprechaun
Post by Mr. X
Da questo punto di vista non mi sembra niente di negativo. Spero che
nessuno pensi che le macchine fatte a Termini Imerese possano venire
vendure in Cina...
Se è come dici tu, hai ragione. Ma il testo della Stampa era assai
ambiguo. In ogni caso per non pagare la dogana, si devono importare
semilavorati, non prodotti finiti. Ad esempio, le vetture a pezzi
(scocca, motore, ecc.). Tu dici forse che il costo del trasporto
renderebbe antieconomica l'operazione? Non ne sono sicuro. Il costo
del lavoro in Cina è un terzo che da noi.
certo, è ovvio che la risposta è variabile, nel senso che può essere
l'una o l'altra ma, parlando di automobili, uno degli scenari prevede
che Fiat debba entrare anche nel mercato cinese. Lo può fare solo con
una jv. L'interesse è vendere sul mercato cinese.
Non fai una cosa del genere x eliminare una piattaforma dall'europa. E
comunque, se non l'hanno fatto sinora e se hanno preferito
delocalizzare nell'Est europa, una ragione ci sarà. Non solo, ma avrai
letto che dopo le fabbriche polacche è stato fatto un'accordo anche x
fabbricare (non ricordo che linea) in Serbia.
In parole povere, la delocalizzazione Fiat l'ha già fatta...

Mr. X
Leprechaun
2009-07-08 13:54:35 UTC
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Post by Mr. X
certo, è ovvio che la risposta è variabile, nel senso che può essere
l'una o l'altra ma, parlando di automobili, uno degli scenari prevede
che Fiat debba entrare anche nel mercato cinese. Lo può fare solo con
una jv. L'interesse è vendere sul mercato cinese.
Guarda che non ho nessuna perplessità su di una jv. Il fatto è che a
leggere la Stampa (mi) sembrava che di accordi ce ne fossero due,
diversi tra loro.
Non sono sicuro nemmeno adesso di avere capito bene.
E ovvio che una jv non è di per sé una delocalizzazione. Sarebbe come
chiamare così l'accordo Chrysler.
Gli americani "non sanno fare" vetture piccole a basso consumo, e
hanno anzi a lungo utilizzato i loro alti standard di sicurezza
(traggiungibili solo con macchine enormi) per proteggere il loro
mercato. Oggi gli va quindi bene che la Fiat produca macchine per loro
"nuove", più vicine agli standard dell'Amministrazione. Oltretutto, il
personale sarà americano e quindi non ci saranno grandi problemi
interni.
Post by Mr. X
Non solo, ma avrai
letto che dopo le fabbriche polacche è stato fatto un'accordo anche x
fabbricare (non ricordo che linea) in Serbia.
In parole povere, la delocalizzazione Fiat l'ha già fatta...
Sì, ma questi sono casi di paesi europei (la Serbia non lo è ancora,
ma ci manca poco ...).
Questo significa che non c'è nessun regime doganale. Con la Cina, c'è,
ed è questa la differenza.

A proposito, ma è vero che la Fiat produrrà in Cina la "Uiguri", un
nuovo modello di SUV adatto al loro mercato?
Mr. X
2009-07-08 20:27:43 UTC
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Post by Leprechaun
A proposito, ma è vero che la Fiat produrrà in Cina la "Uiguri", un
nuovo modello di SUV  adatto al loro mercato?
mah, io ho letto di "Linea", poi di Punto e Brava. Il minimo comune
denominatore sembrerebbe una media... La Linea è già venduta in
Turchia ed India, probabilmente la ritengono adatta x quei paesi...

Mr. X
Leprechaun
2009-07-08 21:33:51 UTC
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Post by Mr. X
Post by Leprechaun
A proposito, ma è vero che la Fiat produrrà in Cina la "Uiguri", un
nuovo modello di SUV  adatto al loro mercato?
mah, io ho letto di "Linea", poi di Punto e Brava. Il minimo comune
denominatore sembrerebbe una media... La Linea è già venduta in
Turchia ed India, probabilmente la ritengono adatta x quei paesi...
Mr. X
Guarda che scherzavo, sia pure amaramente. Uiguri è il nome dell'etnia
mussulmana dello Xinijang.
Sarebbe da proporre, come nome di un SUV per la Cina.

La prepotenza degli Han in Cina è tremenda. Stanno "hanizzando" tutto
e tutti. In confronto, Mussolini era un dilettante.

;-)
Mr. X
2009-07-09 16:25:44 UTC
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Post by Leprechaun
Guarda che scherzavo, sia pure amaramente. Uiguri è il nome
già, mi ero detto "conosco questo termine..." e ci sono cascato!!
Sul fatto degli Han, che dire, niente di nuovo, dal punto di vista
storico.
Quando si fa del nazionalismo senza se e senza ma una filosofia di
vita, questi "incidenti" diventano la norma.

Mr. X

Mr. X
2009-07-07 16:20:25 UTC
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Post by Leprechaun
A leggere il Sole 24 ore
qualche dettaglio "tecnico":

Come già annunciato a maggio, la firma è arrivata. Fiat e Guangzhou
Automotive Company(Gac) hanno siglato stamattina l'accordo quadro per
la costituzione di una joint venture paritetica, che produrrà motori e
autovetture per il mercato cinese.

L'occasione è stata fornita dagli incontri che si stanno svolgendo a
Roma fra i vertici della Repubblica Popolare e le autorità italiane,
in vista del G8 che comincia mercoledì. L'amministratore delegato del
gruppo torinese Sergio Marchionne e Zhang Fangyou, presidente della
casa automobilistica asiatica, alla presenza di Hu Jintao e di Silvio
Berlusconi, hanno sigillato l'intesa.

Gli accordi, si legge in una nota, prevedono la costruzione di un
nuovo stabilimento, che si estenderà su una superficie produttiva di
oltre 700.000 metri quadri, con un investimento complessivo, da parte
della joint venture, pari a oltre 400 mln euro.

Nella prima fase di sviluppo la nuova nata disporrà di una capacità
produttiva di 140.000 autovetture e 220.000 motori all'anno.
Successivamente sarà però possibile incrementare fino a 250.000 le
auto e 300.000 i motori. L'avvio effettivo della produzione è previsto
per la seconda metà del 2011.
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