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Debiti e oscurità, tutti i rischi della «scalata rossa» a Bnl
(troppo vecchio per rispondere)
Xyz
2005-07-20 23:11:30 UTC
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Da http://www.ilmanifesto.it

Debiti e oscurità, tutti i rischi della «scalata rossa» a Bnl

Messori, economista della Di Vittorio, boccia entusiasmi e no comment della
sinistra: «E' in ballo l'assetto del capitalismo italiano»
ROBERTA CARLINI
«Un'operazione tardiva, la cui convenienza è dubbia e dalla quale viene
fuori una struttura proprietaria per niente chiara». All'indomani
dell'accordo con il quale l'Unipol ha acquisito le quote della Bnl in mano
alla cordata degli immobiliaristi e annunciato il lancio di un'opa
(obbligatoria) sul resto dell'azionariato, Marcello Messori, economista
della Fondazione Di Vittorio esperto dei temi della finanza e delle banche,
boccia il clima di consenso - o quanto meno di tacito assenso - che si è
creato a sinistra attorno all'operazione. Per l'ex consigliere economico di
D'Alema - uscito di corsa da palazzo Chigi in dissenso con la gestione della
privatizzazione Telecom - «pronunciarsi sulla situazione che si sta creando
è doveroso, è in ballo l'assetto finanziario e proprietario del nostro
capitalismo». Un capitalismo già inguaiato, ma nel quale l'irruzione degli
immobiliaristi romani non promette niente di buono. E i motivi di
preoccupazione, checché ne dicano i fan della trionfante finanza rossa
fresca finanziatrice dei Coppola e Ricucci, sono molteplici: poca
trasparenza, troppi debiti, ombre sul passato e scarsi progetti sul futuro.
C'è chi è contento perché la Bnl resta italiana, dato che Unipol ha offerto
di più degli spagnoli; chi brinda al debutto delle cooperative nelle banche,
atto di nascita di una nuova era della «finanza rossa» . A suo parere cosa
verrà fuori dall'operazione Unipol-Bnl?

Più che schierarsi come tifosi, è bene valutare in sé l'idoneità e la
efficacia dell'operazione. Unipol non è sola ma ha dietro di sé una
coalizione eterogenea: il primo aspetto da valutare è la struttura
proprietaria che si sta delineando. Nel gruppo c'è solo una banca italiana
di medie dimensioni - la Carige -, c'è un istituto giapponese, la Nomura,
che in passato ha partecipato a operazioni non chiarissime, e poi c'è una
miriade di operatori, tipo Gnutti, coinvolti in passato in operazioni non
del tutto ortodosse.

Diciamo pure in interventi puramente speculativi: compro, rivendo e scappo.

Sì, in speculazioni. Tutto ciò non dà chiarezza sulla struttura proprietaria
futura e sulla governance.

Il nucleo dell'alleanza comunque è la Unipol.

Sì, ossia un soggetto cooperativo, sottoposto alle regole e alle tutele
delle cooperative, per esempio riguardo alla protezione da eventuali
scalate. Io penso che le cooperative vanno tutelate in quanto tali, non se
entrano in operazioni di altro tipo. Detto questo, quest'alleanza con Unipol
al centro ha fatto un'offerta molto più generosa di quella fatta dagli
spagnoli di Bbva, che è un gruppo bancario con alta efficienza gestionale la
cui offerta, a detta di tutti gli osservatori, era già molto alta. Come mai?
L'Unipol e i suoi alleati devono avere previsioni di incrementi di profitti
o tagli dei costi fantastici, un progetto davvero formidabile per
giustificare l'investimento.

Investimento che è fatto tutto a debito, ricorrendo al finanziamento delle
banche, come del resto succede ormai da anni, da Telecom Italia in giù.
Questo è un rischio?

Dipende dalla risposta ad altre due domande: l'Unipol - che ha un patrimonio
più piccolo di quello di Bnl, ma ha dietro la forza di tutto il movimento
cooperativo - ha le spalle abbastanza larghe per reggere questo
indebitamento? E cosa succederà se Bbva deciderà di uscire, aderendo all'opa
e vendendo tutta la sua quota? Ora, anche nella più ottimistica delle
ipotesi, ossia quella in cui Bbva resterà nella Bnl e bisognerà sborsare
solo i soldi per gli immobiliaristi e gli altri soci, il movimento
cooperativo - la vera forza di Unipol - dovrà fare un aumento di capitale
molto, molto consistente. Se poi gli spagnoli decideranno di vendere, le
cooperative dovranno impegnarsi ancora di più. L'incognita è se sono
disposte a farlo, perché altrimenti il fardello del debito sarà
insostenibile.

Non sarebbe però il primo caso di un'acquisizione finanziata tutta coi
debiti che poi vengono scaricati sulla stessa società scalata.

Sì, ma questo non è il mercato, è una caricatura del mercato.

A proposito. Molti dirigenti dei Ds non si esprimono sull'operazione,
dicendo proprio che non bisogna interferire con il mercato. E' d'accordo?

No. Che i partiti non debbano intervenire sui mercati è ovvio, ma analizzare
e giudicare la situazione che si sta creando è doveroso per la politica.
L'importante è esplicitare il criterio di giudizio. Allora, io dico che
anche se questo fosse solo la regolarità e trasparenza del mercato, il meno
che si può dire è che l'operazione è tardiva, la struttura proprietaria che
ne viene fuori è dubbia e la convenienza è problematica.

Non sarebbe compito della politica anche il pronunciarsi sulle fortune di
quegli intermediari che sono usciti dall'operazione carichi di denaro
guadagnato con una speculazione pura e semplice?

Mi preoccupa molto il fatto che ci siano posizioni molto liquide la cui
origine iniziale è poco trasparente. Certo il capitalismo italiano è
asfittico, la sua rigidità è il nostro vero problema (altro che rigidità del
lavoro...), ma non credo proprio che la situazione migliori con l'avvento di
questi nuovi «capitalisti». Tutt'altro.

Nel caso Bnl e nelle altre parallele avventure bancarie - parlo di
Antonveneta - che ruolo sta giocando il governatore della Banca d'Italia?

Il ruolo di Fazio non è stato quello di un arbitro imparziale. Si sono visti
atteggiamenti non simmetrici tra i diversi operatori di mercato e si sono
allentate le regole di vigilanza prudenziale riguardo alla
patrimonializzazione di uno degli scalatori. Tutto ciò è molto preoccupante.
Ripeto, non penso che la politica debba intervenire nelle singole vicende
del mercato. Ma tra il non intervenire e il non esprimere un'idea su quel
che sta succedendo c'è di mezzo il mare. E in questo mare dobbiamo navigare.


--
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Jonathan Pine
2005-07-23 09:11:20 UTC
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Post by Xyz
Da http://www.ilmanifesto.it
Debiti e oscurità, tutti i rischi della «scalata rossa» a Bnl
Messori, economista della Di Vittorio, boccia entusiasmi e no comment della
sinistra: «E' in ballo l'assetto del capitalismo italiano»
ROBERTA CARLINI
«Un'operazione tardiva, la cui convenienza è dubbia e dalla quale viene
fuori una struttura proprietaria per niente chiara».
Tardiva rispetto a cosa? E' dubbia ia convenienza di chi? La struttura
proprietaria e' la seguente: patto di sindacato a maggioranza Unipol,
Deutsche Bank e Credit Suisse First Boston, ossia due delle migliori, piu'
profittabili e delle meglio gestite banche del mondo come soci di minoranza.
Cosa c'e' di non chiaro?


All'indomani
Post by Xyz
dell'accordo con il quale l'Unipol ha acquisito le quote della Bnl in mano
alla cordata degli immobiliaristi e annunciato il lancio di un'opa
(obbligatoria) sul resto dell'azionariato,
Ossia all' indomani della decisione di Unipol di chiedere al mercato di
verificare la propria iniziativa, lanciando un OPA che e' si obbligatoria,
ma che in Italia e' anche evitabile (per esempio facendola fare a un altro e
poi entrando nel patto di sindacato)...

Marcello Messori, economista
Post by Xyz
della Fondazione Di Vittorio esperto dei temi della finanza e delle banche,
?
Post by Xyz
boccia il clima di consenso - o quanto meno di tacito assenso - che si è
creato a sinistra attorno all'operazione.
...ossia l' "esperto di finanza e delle banche" non boccia l' operazione di
Unipol, ma il fatto che a sinistra si sia creato un "clima di consenso" su
di essa. Distinzione importante.


Per l'ex consigliere economico di
Post by Xyz
D'Alema -
? Ma quando?

uscito di corsa da palazzo Chigi in dissenso con la gestione della
Post by Xyz
privatizzazione Telecom
..ossia durante il primo governo amato, evidentemente..

- «pronunciarsi sulla situazione che si sta creando
Post by Xyz
è doveroso, è in ballo l'assetto finanziario e proprietario del nostro
capitalismo».
...e infatti a sinistra si sono pronunciati tutti, ma proprio tutti. Non
come il grande economista voleva, magari, ma questo dovrebbe essere
argomentato anziche' richiesto.


Un capitalismo già inguaiato, ma nel quale l'irruzione degli
Post by Xyz
immobiliaristi romani non promette niente di buono.
Non si capisce perche'. A parte le simpatie personali.

E i motivi di
Post by Xyz
preoccupazione, checché ne dicano i fan della trionfante finanza rossa
fresca finanziatrice dei Coppola e Ricucci, sono molteplici: poca
trasparenza, troppi debiti, ombre sul passato e scarsi progetti sul futuro.
Ripeto: cosa c'entra Unipol con Ricucci? Ricucci non e' in Unipol. Aveva
della azioni che Unipol ha comprato, e poi ha lanciato un OPA. Capisco se
avesse fatrto fare l' OPA a ricucci e poi fosse entrata nel patto di
sindacato (pratica diffusissima) ma non e' andata cosi'. A cosa serve questa
cortina fumogena?
Post by Xyz
C'è chi è contento perché la Bnl resta italiana, dato che Unipol ha offerto
di più degli spagnoli; chi brinda al debutto delle cooperative nelle banche,
atto di nascita di una nuova era della «finanza rossa» . A suo parere cosa
verrà fuori dall'operazione Unipol-Bnl?
Più che schierarsi come tifosi, è bene valutare in sé l'idoneità e la
efficacia dell'operazione. Unipol non è sola ma ha dietro di sé una
coalizione eterogenea: il primo aspetto da valutare è la struttura
proprietaria che si sta delineando. Nel gruppo c'è solo una banca italiana
di medie dimensioni - la Carige -, c'è un istituto giapponese, la Nomura,
che in passato ha partecipato a operazioni non chiarissime, e poi c'è una
miriade di operatori, tipo Gnutti, coinvolti in passato in operazioni non
del tutto ortodosse.
Due paragrafi di vuoto pneumatico. Ripetiamo la domanda al grande
economista: Cosa verra' fuori dalla operazione Unipol BNL?
Post by Xyz
Diciamo pure in interventi puramente speculativi: compro, rivendo e scappo.
Sì, in speculazioni. Tutto ciò non dà chiarezza sulla struttura proprietaria
futura e sulla governance.
IL grande economista delira. Comprare e rivendere e' quello che si fa in un
mercato, ed il mercato decide se premiare l' operazione o meno. Speculazione
e' quello che fanno le istituzioni finanziarie, appunto istituzionalmente:
finanziano progetti altrui ricavandone un interesse: e' un argomento che il
grande economista puo' trovare spiegato meglio nei libri di testo del primo
anno dei corsi per segretarie di azienda. Cosa questo c'entri con la
governance, che e' un argomento importante che rigiuarda tutto il
capitalismo non solo italiano, ma che piazzato qui e' assolutamente
incongruo, lo sa solo lui.
Post by Xyz
Il nucleo dell'alleanza comunque è la Unipol.
Sì, ossia un soggetto cooperativo, sottoposto alle regole e alle tutele
delle cooperative, per esempio riguardo alla protezione da eventuali
scalate. Io penso che le cooperative vanno tutelate in quanto tali, non se
entrano in operazioni di altro tipo.
Ossia il nucleo della alleanza e' un soggetto cooperativo che ha agito
secondo la legge, cosa che al grande economista evidentemente non piace. Un
soggetto cooperativo che e' vero che ha delle tutele, come sostiene il
grande economista, ma anche dei vincoli: per esempio il fatto di non potere
gestire in termini speculativi l' enorme massa di risparmio liquido che
viene raccolto dai soci. Se Unipol e le cooperative del patto di sindacato
non fossero cooperative, di banche come la BNL potrebbero comprarne una all'
anno cash solo con gli incassi dei supermercati. Che e' anche la ragione per
la quale l' attacco alle cooperative partito da Maroni all' inizio del
governo Berlusconi, con argomenti che al grande economista della Di Vittorio
sarebbero piaciuti, si e' dovuto fermare: le cooperative sono una grande
realta' industriale che di fatto hanno piu' vincoli che benefici per agire
sul mercato finanziario.


Detto questo, quest'alleanza con Unipol
Post by Xyz
al centro ha fatto un'offerta molto più generosa di quella fatta dagli
spagnoli di Bbva, che è un gruppo bancario con alta efficienza gestionale la
cui offerta, a detta di tutti gli osservatori, era già molto alta. Come mai?
L'Unipol e i suoi alleati devono avere previsioni di incrementi di profitti
o tagli dei costi fantastici, un progetto davvero formidabile per
giustificare l'investimento.
Ossia l' Unipol prevede di fare piu' soldi con la BNL di quanto ne prevedeva
di farne BBVA. Mi sembra un fatto molto positivo, del quale rallegrarsi: una
grande impresa cooparativa ha un progetto industriale che il mercato giudica
migliore di quello dei suoi concorrenti. No?
Post by Xyz
Investimento che è fatto tutto a debito, ricorrendo al finanziamento delle
banche, come del resto succede ormai da anni, da Telecom Italia in giù.
Questo è un rischio?
Dipende dalla risposta ad altre due domande: l'Unipol - che ha un patrimonio
più piccolo di quello di Bnl, ma ha dietro la forza di tutto il movimento
cooperativo - ha le spalle abbastanza larghe per reggere questo
indebitamento? E cosa succederà se Bbva deciderà di uscire, aderendo all'opa
e vendendo tutta la sua quota? Ora, anche nella più ottimistica delle
ipotesi, ossia quella in cui Bbva resterà nella Bnl e bisognerà sborsare
solo i soldi per gli immobiliaristi e gli altri soci, il movimento
cooperativo - la vera forza di Unipol - dovrà fare un aumento di capitale
molto, molto consistente. Se poi gli spagnoli decideranno di vendere, le
cooperative dovranno impegnarsi ancora di più. L'incognita è se sono
disposte a farlo, perché altrimenti il fardello del debito sarà
insostenibile.
Non riesco a commentare questo paragrafo perche' ho le lacrime agli occhi.
Quello che il grande economista cerca di spiegare e' il meccanismo di
acquisizione di una azienda, che ha letto evidemente sul libro che gli ho
consigliato prima. E' un operazione rischiosa? Certo. Esiste il rischio che
non riesca? E' evidente, ed e' proprio questo il rischio che viene
compensato pagando agli azionisti uno spread sula valore di mercato delle
azioni a prima del lancio dell' OPA. Potrebbe essere necessario un aumento
di capitale? Francamente me lo auguro come socio coop, ma non capisco
perche' questo generi tremori nella voce del grande economista. Il cui
pensiero qui riassumo: una acquisizione in cash e' finanziata in debiti e in
aumenti di capitale. Spaventoso. Mai successo.
Post by Xyz
Non sarebbe però il primo caso di un'acquisizione finanziata tutta coi
debiti che poi vengono scaricati sulla stessa società scalata.
Sì, ma questo non è il mercato, è una caricatura del mercato.
Ma va la, patacca. Fare debiti e il valore dei debiti e' un elemento che il
mercato puo' valutare con una chiarezza e una trasparenza cristallina. E' il
motivo per il quale esistono le societa' di rating tra l' altro, che non
fanno altro nella loro vita che pesare i debiti di una societa' e il rischio
connesso. Mi sa che il grande economista non riconoscerebbe il mercato
nemmeno se gli saltasse adosso con un lampeggiante in testa e cominciasse a
leccargli il collo.
Post by Xyz
A proposito. Molti dirigenti dei Ds non si esprimono sull'operazione,
dicendo proprio che non bisogna interferire con il mercato. E' d'accordo?
No. Che i partiti non debbano intervenire sui mercati è ovvio, ma analizzare
e giudicare la situazione che si sta creando è doveroso per la politica.
L'importante è esplicitare il criterio di giudizio. Allora, io dico che
anche se questo fosse solo la regolarità e trasparenza del mercato, il meno
che si può dire è che l'operazione è tardiva, la struttura proprietaria che
ne viene fuori è dubbia e la convenienza è problematica.
Che e' quello detto all' inizio, del cui sviluppo in questo articolo, che
conservero' e i incornicero' per rammentarmi a quali compromessi si puo'
scendere quando si contempla la parte finale della proproia carriera (dalla
presidenza del consiglio alla fondazione di vittorio...), non c'e' traccia
Post by Xyz
Non sarebbe compito della politica anche il pronunciarsi sulle fortune di
quegli intermediari che sono usciti dall'operazione carichi di denaro
guadagnato con una speculazione pura e semplice?
Mi preoccupa molto il fatto che ci siano posizioni molto liquide la cui
origine iniziale è poco trasparente.
Se ne occupi la magistratura. Con le insinuazioni mafiose non si risolve il
problema.

Certo il capitalismo italiano è
Post by Xyz
asfittico, la sua rigidità è il nostro vero problema (altro che rigidità del
lavoro...), ma non credo proprio che la situazione migliori con l'avvento di
questi nuovi «capitalisti». Tutt'altro.
Unipol sarebbe un "nuovo capitalista"? E vai con i fumogeni..


cut
Post by Xyz
che sta succedendo c'è di mezzo il mare. E in questo mare dobbiamo navigare.
Mi sa che sia un altro il mare nel quale il grande economista deve navigare.

Francamente, questo e' un articolo che mette tristezza per la totale assenza
di argomentazioni sul merito della operazione che si voleva analizzare, e
per il cinismo di farle esrpimere da un poveraccio tirato giu' dal letto per
i due o tre titoli onorifici che ha collezionato in una onesta carrierina da
funzionario, e che si vuole spacciare come un esperto di banche e finanza.
Invece l' astio e la rabbia che la sinistra radicale nutre verso il
movimento cooperativo, sopratutto quando ha successo, e' divertente.
Evidentemente da' loro fastidio, come da' fastidio a rutelli, che l' unica
vera realta' industriale e una della piu' forti realta' finanziarie italiane
sia una espressione del movimento dei lavoratori e veda i propri interessi
meglio garantiti dalla sinistra riformista che non dai commercianti equi e
solidali. Che i mezzi usati siano quelli della insinuazione mafiosa, della
propaganda becera e dell' equivoco creato ad arte sorprende solo coloro che
ostinatamente e contro ogni evidenza ritengono la sinistra radicale un
alleato dei DS anziche' un alleato della destra oligarchica e confessionale.
Spero che si rendano conto, anche grazie alla cattiva propaganda contenuta
in questo articolo, che sbagliano.

JP



--
Sito web del newsgroup: <http://ipsnews.blogspot.com/>.
p
2005-07-29 13:08:53 UTC
Permalink
Non ci ho capito nulla :-D

Qualcuno con molta pazienza potrebbe riesporre il tutto in termini più
semplici?

Grazie

P


--
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Jonathan Pine
2005-07-29 18:24:10 UTC
Permalink
Post by p
Non ci ho capito nulla :-D
Qualcuno con molta pazienza potrebbe riesporre il tutto in termini più
semplici?
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi. Per questo a
Rutelli e ai gruppettari girano i coglioni e si inventano puttanate per
screditare Unipol.

JP


--
Sito web del newsgroup: <http://ipsnews.blogspot.com/>.
Matteo
2005-07-29 19:02:19 UTC
Permalink
Post by Jonathan Pine
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi.
Non sono solo vicine ai DS.
Sono organizzazioni nate dalla classe operaia, e dimostrano che gli operai
sanno fare tutto ciò che fanno i capitalisti e lo fanno anche meglio.
E' questo ciò che dà tanto fastidio.


--
Sito web del newsgroup: <http://ipsnews.blogspot.com/>.
Mr. X..
2005-07-29 21:42:35 UTC
Permalink
Post by Matteo
Post by Jonathan Pine
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi.
Non sono solo vicine ai DS.
Sono organizzazioni nate dalla classe operaia, e dimostrano che gli operai
sanno fare tutto ciò che fanno i capitalisti e lo fanno anche meglio.
E' questo ciò che dà tanto fastidio.
Beh, naturalmente ci sono anche le ombre....
Se Unipol fosse stata così sveglia, avrebbe fatto l'opa quando
le Bnl valevano meno di 1 euro.
Invece a quei prezzi sono gli immobiliaristi che hanno iniziato a
rastrellare i loro pacchettini ed adesso vendono, felici e
contenti, a 2,7.
Ma Fazio in quel momento la pensava diversamente, evidentemente...

Mr. X
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
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Matteo
2005-07-30 06:31:01 UTC
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Post by Mr. X..
Beh, naturalmente ci sono anche le ombre....
Se Unipol fosse stata così sveglia, avrebbe fatto l'opa quando
le Bnl valevano meno di 1 euro.
Non t'intendi molto di soldi, vedo.
Lascio che sia il cittadino Pine a spiegarti.



--
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Jonathan Pine
2005-07-30 06:27:26 UTC
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Post by Mr. X..
Se Unipol fosse stata così sveglia, avrebbe fatto l'opa quando
le Bnl valevano meno di 1 euro.
Mr. X, tu sai il bene che ti voglio. Una buona parte e' dovuto alla tua
tenera ingenuita'.

JP


--
Sito web del newsgroup: <http://ipsnews.blogspot.com/>.
Mr. X..
2005-07-30 17:09:27 UTC
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Post by Jonathan Pine
Post by Mr. X..
Se Unipol fosse stata così sveglia, avrebbe fatto l'opa quando
le Bnl valevano meno di 1 euro.
Mr. X, tu sai il bene che ti voglio. Una buona parte e' dovuto alla tua
tenera ingenuita'.
Beh, la mia risposta era più rivolta all'immagine bucolica data da
Matteo su Unipol.
E, visto che non si conoscono ancora i contenuti delle intercettazioni
avvenute tra Consorte e vari personaggi, starei accorto in questo
momento...

Mr. X
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
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Xyz
2005-08-03 14:30:22 UTC
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Post by Jonathan Pine
Post by p
Qualcuno con molta pazienza potrebbe riesporre il tutto in termini più
semplici?
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi. Per questo a
Rutelli e ai gruppettari girano i coglioni e si inventano puttanate per
screditare Unipol.
A me se le coop hanno successo e fanno soldi va solo bene. Ricchezza meglio
gestita e meglio redistribuita che se fosse in altre mani, per cui
figuriamoci se mi può dar fastidio (considerato che sto prendendo appunti su
un blocco marchiato Unipol).
Però se nel giro di una settimana criticano l'operazione:
- il principale alleato dei DS, quello con cui vogliono fare un partito
unico;
- un economista stipendiato dalla CGIL e vicino ai DS;
- un accreditato opinionista liberale di sinistra fondatore di uno dei due
maggiori quotidiani italiani, elettore DS;
- l'amministratore delegato di un grosso gruppo bancario, elettore del
centrosinistra;
qualche dubbio potrà pur venirmi, no?
Se ti va di contribuire a chiarmelo bene, se no sopravviverò...

Lorenzo

--
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Mr. X..
2005-08-03 16:29:23 UTC
Permalink
Post by Xyz
Post by Jonathan Pine
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi. Per questo a
Rutelli e ai gruppettari girano i coglioni e si inventano puttanate per
screditare Unipol.
.....
Post by Xyz
qualche dubbio potrà pur venirmi, no?
Forse si è fatta un pò di confusione.
Il problema riguarda l'atteggiamento di Fazio.
Unipol ha deciso di fare una certa operazione ed ha trovato appoggi
tra gli azionisti x farla. Se i conti son giusti, questo lo diranno
i bilanci dei prossimi anni.

Mr. X
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
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Xyz
2005-08-05 14:35:25 UTC
Permalink
Post by Mr. X..
Post by Xyz
Post by Jonathan Pine
Le coop, che sono vicine ai DS, hanno successo e fanno soldi. Per questo a
Rutelli e ai gruppettari girano i coglioni e si inventano puttanate per
screditare Unipol.
.....
Post by Xyz
qualche dubbio potrà pur venirmi, no?
Forse si è fatta un pò di confusione.
Il problema riguarda l'atteggiamento di Fazio.
Unipol ha deciso di fare una certa operazione ed ha trovato appoggi
tra gli azionisti x farla. Se i conti son giusti, questo lo diranno
i bilanci dei prossimi anni.
Io non sto parlando della vicenda Fazio.
Sto parlando dell'operazione Unipol-BNL, criticata da quelli che ho citato
come "poco chiara". Oggi leggo su Repubblica che, secondo il pm Forleo,
Unipol sarebbe stata d'accordo con i "concertisti" fin dall'inizio (al
contrario di quello che sostiene JP). Ora, vista la mia conclamata scarsa
competenza in materia, non faccio altro che pormi pubblicamente dei dubbi.

Lorenzo

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