Discussione:
analisi magistrale di Evangelisti e postilla alla stessa altezza dei Wu Ming
(troppo vecchio per rispondere)
giovanni2
2008-04-30 19:02:34 UTC
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Azzarderò – pur non ritenendomi per niente un esperto in politica –
qualche considerazione sulle elezioni che si sono appena svolte in
Italia. I commenti che le hanno seguite si sono incentrati su alcuni
temi. Il permanere del sex appeal di Berlusconi, la sostanziale
sconfitta del Partito Democratico di Walter Veltroni, la scomparsa del
raggruppamento "La Sinistra l'Arcobaleno" (mai denominazione fu così
imbecille), il consenso di larga parte della classe operaia alla Lega
Nord.
Quest'ultimo è il solo argomento che mi interessa davvero. Mi lascia
sbalordito la strana nozione di "classe operaia" che pare aversi nel
2008. Si crede ancora che esista una compagine operaia compatta,
portatrice in teoria dei valori della sinistra? Sono almeno trent'anni
(se non quaranta) che il concetto è stato sezionato, sbugiardato,
messo a nudo nella sua incongruità. La classe operaia cui si fa
riferimento non esiste più dagli anni Settanta del Novecento.

Qui si fa sentire il peso della scomparsa di un pensiero marxista
radicale, represso quale "cattiva scuola" introduttiva al terrorismo
(come marijuana e hashish introdurrebbero, in teoria, alle "droghe
pesanti"). Si è scordato completamente il concetto marxiano di
"sussunzione reale" (del lavoro al capitale). Una fase avanzata del
capitalismo in cui il plusvalore non è più estorto nei soli luoghi di
lavoro, ma permea l'intera vita delle classi subordinate e ne domina
l'intera esistenza, non-lavoro incluso. Lungi da me l'idea di
difendere l'integralità del pensiero di Marx, che non era Nostradamus
e non poteva prevedere altro che ciò che aveva sotto gli occhi. Poteva
però estrapolare. Tra le sue estrapolazioni più felici vi fu quella
che, prima o poi, lo sfruttamento non sarebbe passato solo attraverso
la fabbrica.
Sulla scorta di questa nozione, tra gli anni Sessanta e i Settanta,
numerosi teorici "estremisti" (gli "operaisti") si accorsero che la
classe operaia tradizionale perdeva terreno, e veniva smembrata pezzo
per pezzo. Vi fu il "decentramento produttivo", per cui la grande
fabbrica cedeva attività a imprese minori nelle quali operai e
impiegati godevano di un numero irrisorio di diritti. Seguì l'inganno
del falso "lavoro autonomo", in cui l'impresa stipulava con soggetti
presuntivamente indipendenti accordi di collaborazione a termine. La
caduta del Muro di Berlino e la globalizzazione permisero di
impiantare attività produttive in ogni parte del globo, purché il
lavoro vi fosse mal pagato e gli oneri fiscali vi fossero labili.
Infine la glorificazione del precariato, con la Legge Biagi e altre,
consentì di disporre di manodopera per il periodo voluto, dentro o
fuori la tradizionale officina. Ciò stava avvenendo anche con
l'immigrazione massiccia innescata dalle imposizioni del Fondo
Monetario Internazionale e della Banca Mondiale su paesi non in grado
di reggerla.
Il ricatto ai lavoratori italiani era: o accettate le condizioni che
vi offriamo, o andiamo a produrre in Croazia, in Polonia, in India, in
Cina. Oppure assumiamo al vostro posto poveracci pronti a piegarsi a
qualsiasi salario che li strappi alla fame. E voi, di lavoro, non ne
troverete mai più.
In un quadro simile, la classe operaia poteva solo contrarsi e
indebolirsi, come in effetti è accaduto. Si parla tanto dei
metalmeccanici della FIOM, ma quanti sono oggi gli operai della
categoria, rispetto a trenta anni fa? Hanno forse lo stesso grado di
"coscienza di classe"?
No, non l'hanno. Decimati, sulla difensiva, stentano a riconoscersi
persino come categoria. I sindacati che dicono di rappresentarli (e
che, crollati i partiti di riferimento, si passano la staffetta del
comando al di là di ogni procedura democratica, per investitura
diretta) sono composti per metà da pensionati reclutati a forza nei
Caaf. Hanno sopportato di tutto da chi doveva difenderli:
flessibilizzazione, decentramento, allungamento dell'orario di lavoro
attraverso l'imposizione di fatto dello straordinario, ecc. Se
vogliono ancora protestare, lo faranno contro chi è pagato ancor meno
di loro (gli immigrati), e su base territoriale, non di classe. E'
logico che chi sta fuggendo si rifugi anzitutto in casa propria.
Il voto alla Lega Nord (peraltro ampiamente sopravvalutato)
meraviglia, a questo punto, solo gli ingenui. Ma passiamo ai restanti
segmenti delle classi subalterne.
La sinistra, quando aveva un cervello e leggeva ancora, poteva trovare
qualche indicazione sulla mappa perduta di classe in un aureo libretto
dell'americano Henry Braverman, Lavoro e capitale monopolistico,
Einaudi, Torino, 1978. Braverman, un ex operaio americano, scriveva
che la classe lavoratrice "protesta e si sottomette, si ribella o si
lascia integrare nella società borghese, si considera classe o perde
coscienza della propria esistenza, a seconda delle forze che agiscono
su di essa e degli umori, delle congiunture e dei conflitti della vita
politica e sociale. Ma poiché nella sua esistenza permanente essa è la
parte viva del capitale, la sua struttura occupazionale, i modi di
lavorare e la distribuzione nei settori industriali della società
vengono determinati dal processo di accumulazione. Essa è presa,
abbandonata, gettata in varie parti del meccanismo sociale ed espulsa
da altre non in base alla propria volontà e attività, ma secondo il
movimento del capitale" (pp. 379-380).
Il proletariato, in effetti, nella sussunzione reale non è affatto
sparito, in particolare quello giovanile. Come aveva cercato di
spiegare un'ampia letteratura fin dagli anni Settanta, si trova oggi
disperso in mille forme di lavoro precario, falsamente autonomo,
falsamente intellettuale. Si salda oggettivamente ad altri lavoratori,
importati per eseguire quel tanto di lavoro manuale che è ancora
indispensabile. Perseguitati, reclusi nei CPT, condannati socialmente
perché la loro condizione non diventi mai regolare – ciò che
condurrebbe a un intollerabile aumento di costo delle loro
prestazioni.
Non ne posso più di sentire portare a esempio di precariato i
"lavoratori dei call center", come se facessero parte di una sorta di
mercato accessorio e marginale, e la loro precarietà discendesse da
quella delle loro imprese. Andrebbe capito il ruolo sociale di un
"call center", nella sussunzione reale. Si tratta di aggiungere valore
alle merci unendovi la comunicazione e l'informazione. Un "Tonno X" è
identico a un "Tonno Y", sugli scaffali. Ma se io faccio in modo che
"X" sia legato alla nozione stessa di tonno, il "Tonno Y" resterà
invenduto, al di là del suo valore d'uso, mentre il "Tonno X" andrà a
ruba.
Comunicazione e informazione aggiungono valore, nell'attuale assetto
del capitalismo. Ciò anche se questo non avviene in un luogo di lavoro
riconoscibile. Anzi, la sua sede è proprio esterna. Cosa che vale per
tantissime altre forme di immaterialità produttiva (altro tema
ampiamente esaminato negli anni Settanta). L'obiettivo è sussumere il
soggetto subalterno fuori dell'orario canonico di lavoro, quando si
illude che il suo tempo sia "libero". Condizionarne fantasia,
immaginario, reazioni. Fargli produrre valore allorché si crede a
riposo. Buona parte delle attività precarie è indirizzata a questa
conquista. Antitetica alla vecchia formula socialista "Otto ore per
lavorare, otto ore per istruirsi, otto ore per riposare". Istruirsi e
lavorare (nel senso di aggiungere valore alle merci) è diventato la
stessa cosa. Ma si potrebbe aggiungere il riposo, visto che è il
momento dei sogni, e quei sogni nascono condizionati.
Discorso astratto e visionario? Mica tanto. Negli Stati Uniti e in
buona parte dell'Occidente l'industria dello spettacolo (cinema e
soprattutto tv) e quella informatica sono oggi trainanti. Entrambe
sono "immateriali". Invece la finanza si è completamente staccata
dalle attività concretamente produttive, e raggiunge livelli di
scambio quotidiano impressionanti, senza riferimento al valore
effettivo delle singole aziende.
In un quadro simile, in cui l'Occidente si specializza nella
valorizzazione delle merci brute provenienti da altri continenti o da
aree depresse, il proletariato bisognerebbe andarlo a cercare tra chi
sta molto in basso (gli immigrati) o chi, apparentemente collocato
meglio, ai margini della produzione diretta, in realtà contribuisce in
maniera strategica all'aggiunta di valore alle merci. Operatori dei
"call center", certo, ma anche informatici subalterni, studenti
inseriti nella "scuola-impresa", figure effimere che transitano da un
lavoro temporaneo a un altro, immigrati eternamente disponibili a
reperire risorse con qualsiasi mezzo ("angeli" per la sinistra,
"demoni" per la destra, quando non sono né l'una né l'altra cosa,
bensì semplicemente proletari disperati), disoccupati, insegnanti, e
via enumerando. Le nuove forme che il capitale ha modellato per la
propria autovalorizzazione. Agenti e vittime dell'estensione del
potere del sistema alle ore di non-lavoro, in cui è l'immaginario che
domina, e prefigura i comportamenti del giorno dopo. Anche le "otto
ore per riposarsi" si sono saldate, nel dominio, alle restanti sedici.
Soggetti di questo tipo o votano (in minoranza) per Berlusconi, che in
qualche modo ha capito la loro funzione, sia pure da padrone, o non
votano affatto. Come si potrebbero sentire rappresentati da una
sinistra parlamentare (parlo della sconcia "La Sinistra l'Arcobaleno",
non del Partito Democratico, che è una sfumatura della destra) che non
ha nemmeno capito la configurazione attuale della società? Che,
suddivisa in molteplici "partiti comunisti", è rimasta ancorata ai
canoni di tre decenni orsono? La "centralità operaia" è indiscutibile,
la FIOM (tanto antidemocratica quanto i vertici di CGIL-CISL-UIL) ne è
il cuore. Spazio marginale abbiano i Cobas, le RdB, le varie
espressioni del sindacalismo di base. I centri sociali, naturale
raggruppamento a sinistra di migliaia, o decine di migliaia, di
giovani, stiano calmi. Idem per i movimenti locali: No TAV, No Dal
Molin, decine di altri. La lotta di classe diventa lotta per le
poltrone. Bertinotti pontifica e lancia diktat: la non violenza è un
dogma inviolabile, l'adesione alla dialettica parlamentare è fatto
acquisito, le "liberalizzazioni" sono un valore da accettare
criticamente però da appoggiare, il comunismo è un'idea puramente
filosofica.
Raccoglie omaggi e consensi dagli avversari. "Che brava persona", "Che
uomo distinto", "Con lui sì che si può ragionare".
Peccato che l'attuale composizione di classe non lo segua. La classe
operaia che reggeva il PCI gli preferisce la Lega e la sua concretezza
territoriale. Le aree che costituiscono la composizione proletaria
presente ed egemonica non vanno nemmeno alle urne, per votare un
partito comunista qualsiasi, tra i quattro o cinque in lizza. In chi
mai dovrebbero identificarsi? Nessuno sembra capire le loro istanze e
l'attuale assetto del lavoro. Le loro posizioni sono ferme agli anni
Cinquanta. Trotzkismo? E che diavolo è oggi il trotzkismo?
Una composizione di classe nuova attende oggi risposte concrete. Ha
trascinato i burocrati fuori dal Parlamento per farli, a forza,
extraparlamentari. O troveranno una nuova vita nelle piazze, o Beppe
Grillo seguiterà a godere dei frutti di una scelta strategica giusta.
La sinistra consapevole di sé è diffusa nella marcia società italiana.
Centinaia di centri sociali, di organizzazioni locali nate su problemi
specifici, di istanze sindacali di base attendono di prendere la
parola.
La si pianti di essere partitino – la falce e martello, chissenefrega
– e si sia composizione di classe. Forse, allora, si troveranno i voti
necessari, se è a questo a cui si tiene.
Altrimenti si riceveranno pernacchie. Il degno accompagnamento delle
ultime elezioni. Una composizione di classe non ha pietà. Spernacchia
ex alleati passati al nemico, "classi operaie" prossime alla pensione
e diventate razziste, forme istituzionali che non la rispettano,
sindaci che si inventano nemici per meglio abbatterli.
Che tutto ciò vada affanculo. Si vota (a volte) per dovere, ogni tanto
per piacere. E' nella società che li si contrasta, i porconi. Qui,
nelle piazze, è atteso ciò che resta della sinistra parlamentare. O
viene in tempi utili o si farà da soli.
http://www.carmillaonline.com/archives/2008/04/002621.html

Più ancora dei saluti romani, ci appare emblematico che a Ostia i
troppo soliti ignoti distruggano a martellate, nottetempo, la lapide
ai caduti delle Ardeatine, e la cosa passi sotto silenzio. Il silenzio
è peggio del martello o della spranga. Noi non siamo feticisti di
lapidi e monumenti, benché accada che un monumento sappia commuoverci,
ma quelle martellate e, peggio, quel silenzio non hanno come bersaglio
un feticcio, qualcosa di freddo e inerte. Colpiscono noi, soggetti
vivi; carne e neuroni, non pietra.
Il silenzio. Nei prossimi mesi e anni, dovremo contrastare quest'arma
"immateriale", prima ancora della violenza fisica....che comunque non
mancherà, ufficiale e ufficiosa. Basti ricordare che i responsabili
della macelleria genovese sono quasi tutti avanzati di grado, e hanno
più potere di quanto ne avessero nel 2001.
Eppure - più ancora dell'evento di Roma (su cui si accumulerà fin
troppo commentarium) - ci sembra emblematico quanto accaduto a
Vicenza, la tanto demonizzata (sempre a sproposito) Vicenza
"prodicida" dei No Dal Molin.
Quando e dove si conducono lotte trasversali e coerenti su obiettivi
concreti, i risultati si vedono. Si vedono persino nello specchio (che
è sempre deformante) dei risultati elettorali. Persino in pieno Nord-
Est leghista. E' il rotto della cuffia, certo, ma questo è il margine
in cui tutto avviene, il margine da esplorare.
Al contrario, dove fai di tutto per smorzare il conflitto, finisce che
è il conflitto a smorzare te.
Non lasciamo che l'ipertrofico commentarium nasconda i segnali
interessanti.
Sono flebili ma esistono.
E lavorano sottotraccia.
Ci attendono missioni drastiche e compiti immani. Lotte di lunga,
lunghissima durata. La chiave sta nel lavoro culturale. Convincere le
persone ad amare la complessità anziché averne paura. E tornare ad
avere fiducia nella parola. Giocare la parola incompromessa e radicale
(nel senso che "va alla radice" delle cose), la parola ricaricata di
senso. Giocarla contro la chiacchiera e il metadiscorso.
Quel che è strategico: trovare ogni modo possibile di rinsaldare
legami coi "cervelli fuggiti". Li incontriamo ovunque, in Europa e in
America. Sono legione, sono la più grande risorsa che abbiamo a
disposizione. Non è un cambiamento da poco: oggi l'emigrazione
italiana è in gran parte intellettualità di massa. E cerca di essere
utile, di gettare ponti.
Dio Po
2008-04-30 22:19:18 UTC
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Condivido quasi tutto di quanto detto da Evangelisti e Wu Ming (che
ancora una volta dimostrano di essere tra le poche teste pensanti della
sinistra odierna), ma in particolare mi ha fulminato questa frase: "dove
fai di tutto per smorzare il conflitto, finisce che è il conflitto a
smorzare te".
Vero. Pure troppo.
Leprechaun
2008-05-01 02:33:28 UTC
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Post by giovanni2
Azzarderò – pur non ritenendomi per niente un esperto in politica –
Interessante neologismo: cosa sarebbe un "esperto in politica"?
Come si fa ad essere - passata l'età della ragione - "inesperti in
politica"?
Post by giovanni2
Il permanere del sex appeal di Berlusconi,
quindi, a quanto pare, Berlusconi è stato votate dalle donne e dai
"culattoni".
Non me ne ero accorto ... devo rivedere tutte le mie teorie, co 'sta
storia del sex appeal ...
Post by giovanni2
il consenso di larga parte della classe operaia alla Lega
Nord.
"Larga parte"? Siamo sicuri? E siamo sicuri che prima di ora la
"classe operaia" invece, non desse mezzo voto né a lega né a
Berlusconi? Fuori i dati!
Post by giovanni2
Quest'ultimo è il solo argomento che mi interessa davvero. Mi lascia
sbalordito la strana nozione di "classe operaia" che pare aversi nel
2008. Si crede ancora che esista una compagine operaia compatta,
portatrice in teoria dei valori della sinistra? Sono almeno trent'anni
(se non quaranta) che il concetto è stato sezionato, sbugiardato,
messo a nudo nella sua incongruità. La classe operaia cui si fa
riferimento non esiste più dagli anni Settanta del Novecento.
Veramente mi farebbe piacere sapere, a parte i nostri marxisti di
Viterbo e Abbiategrasso, chi avrebbe mai affermato che la classe
operaia sarebbe "portatrice in teoria dei valori della sinistra".
Chi? Fuori i nomi, che ne vediamo delle belle.
Se proprio uno ha voglia di fare della archelogia della politica
(questo sì che richiede essere esperti, di una expertise per la quale
non basta l'età della ragione) dovrebbe rileggersi in proposito il
"che fare" di Lenin (ma il testo originale, non i racconti oralmente
tramandati da presunti intellettuali nelle riunioni di partito), uno
dei testi più settari e sbagliati di V.I. Lenin (ma - purtroppo - il
più significativo e importante). Ma nonostante questo, neanche lì si
trova scritta una fesseria del genere. Si trova scritto, piuttosto, il
contrario. Lo dico solo per acribia storico-filologica. Mica detto che
avesse ragione, s'intende ...
Post by giovanni2
Si è scordato completamente il concetto marxiano di
"sussunzione reale" (del lavoro al capitale). Una fase avanzata del
Lungi da me l'idea di
difendere l'integralità del pensiero di Marx, che non era Nostradamus
e non poteva prevedere altro che ciò che aveva sotto gli occhi. Poteva
però estrapolare. Tra le sue estrapolazioni più felici vi fu quella
che, prima o poi, lo sfruttamento non sarebbe passato solo attraverso
la fabbrica.
Può essere, che Marx abbia detto una cosa del genere, ma mi è
sfuggito (sempre difficile affermare che qualcuno "non ha mai detto"
qualcosa, se questo qualcuno ha scritto un minimo di cose. Per questo
spetta a chi cita l'obbligo di indicare le fonti).
Dove e quando avrebbe fatto questo predizione (previsione,
estrapolazione, divinazione ...) C.Marx, esattamente?
E' un'affermazione che proviene dalla lettura di un testo reale, o
dall'ascolto delle narrazioni fantasiose di intellettuali di partito
(di movimento, di classe ...).
Dunque, se si capisce bene, Marx avrebbe parlato di plusvalore
estratto (sussunto? assunto? presunto? realmente, idealmente?) anche
dal non-lavoro?
Qualcosa come l'apparire alla madonna di Carmelo Bene?
Non Marx? E chi, di grazia, allora, chi è stato capace di tenere
insieme la più caduca delle categorie Marxiane, la teoria del valore
(e del plusvalore) con l'idea che questo posso provenire dal nulla? Un
mago, si direbbe. Ma tutto può essere ...
Post by giovanni2
Il ricatto ai lavoratori italiani era: o accettate le condizioni che
vi offriamo, o andiamo a produrre in Croazia, in Polonia, in India, in
Cina. Oppure assumiamo al vostro posto poveracci pronti a piegarsi a
qualsiasi salario che li strappi alla fame. E voi, di lavoro, non ne
troverete mai più.
Dunque ha ragione la Lega, e Tremonti. Fuori questi immigrati che
fanno il dumping ai nostri!
Tagliamo le unghie ai capitalisti (ma una volta erano tigri di carta -
anni '70 - e 'mo ce la mettono in quel posto a 'sto modo?). Il
compagno Bossi ha la vista più lunga di tanti sedicenti rivoluzionari!
E la vecchia-talpa-che-scava-bene Tremonti ci penserà lui, al resto.
La Cina, altro che vicina, torni lontana, foera dai bal!
Post by giovanni2
In un quadro simile, la classe operaia poteva solo contrarsi e
indebolirsi, come in effetti è accaduto. Si parla tanto dei
metalmeccanici della FIOM, ma quanti sono oggi gli operai della
categoria, rispetto a trenta anni fa? Hanno forse lo stesso grado di
"coscienza di classe"?
Il buon Evangelisti è sortito da un coma centennale trent'anni fa.
Data fenomeni (il cambiamento di paradigma dell'evoluzione della
società del capitalismo) iniziati poco dopo la morte di Marx a trenta-
quarant'anni fa, sol perché gli intellettuali del partito (della
classe, della composizione di classe) di Viterbo e Abbiategrasso (cui
lui appartiene, seppur nella categoria degli inesperti di politica)
non si sono mai resi conto del fatto che esistono paesi, aree, più
avanti e paesi più indietro nei processi storici (questo sì che Marx e
Engels avevano ben presente), e che la consapevolezza dei fenomeni può
seguire con molto ritardo gli stessi (idem). Se la "classe operaia" si
riduce, se il "proletariato" si riduce, va a pallino tutto, compreso
il senso stesso della categoria "classe" e "coscienza di classe". Cose
vecchie come il cucco, vecchie come la socialdemocrazia. Ma tutte cose
successe mentre Evangelisti (e i suoi estimatori) erano, purtroppo, ce
ne dispiace, in coma. Non è colpa loro.
Post by giovanni2
Se
vogliono ancora protestare, lo faranno contro chi è pagato ancor meno
di loro (gli immigrati), e su base territoriale, non di classe.
Come dargli torto, dopo una presunta analisi del genere?
Post by giovanni2
E'
logico che chi sta fuggendo si rifugi anzitutto in casa propria.
Il voto alla Lega Nord (peraltro ampiamente sopravvalutato)
da Evangelisti, poco sopra. E poco sotto.
Post by giovanni2
Braverman, un ex operaio americano, scriveva
che la classe lavoratrice "protesta e si sottomette, si ribella o si
lascia integrare nella società borghese,
"società borghese", a proposito di "non volere difendere l'integralità
del pensiero di Marx, che non era Nostradamus
e non poteva prevedere altro che ciò che aveva sotto gli occhi". Sagge
parole, sul fatto che chi pensa, pensa in un contesto, non in un
assoluto privo di tempo, di storia, e di società. Noi dunque vivremmo
in una "società borghese",
una società "proletarizzante" dove il proletariato però diminuisce,
sparisce, e dove si estrare sangue (plusvalore) dalle rape.
Ma deve essere vero, nonostante le apparenze, se lo dice un "ex
operaio".
Post by giovanni2
Il proletariato, in effetti, nella sussunzione reale
Faccio obbligo morale e intellettuale a chi ha postato queste scemenze
di fornire una delucidazione, una spegazione universale, cioè
comprensibile a qualunque essere umano dotato della volontà di
capirlo, di cosa voglia dire "sussunzione reale". La mia tesi è che
non significhi niente, che sia una frase fatta, desunta da letture mal
capite, e appartenga alla prosa dei venditori porta a porta di
spazzole per pettinare bambole.
Se non è così, mostrare e dimostrare. Se non si mostra e si dimostra,
è buona la mia: non significa niente, è uno specchietto per le
allodole. Berlusconi, in confronto, sembra un discepolo di Adorno.
Post by giovanni2
Ma se io faccio in modo che
"X" sia legato alla nozione stessa di tonno, il "Tonno Y" resterà
invenduto, al di là del suo valore d'uso, mentre il "Tonno X" andrà a
ruba.
Questa poi, non l'aveva mai pensata nessuno, prima. Un vero colpo di
genio.
Bisognerebbe dirla ai pubblicitari, che poverini brancolano nel buio,
e - alienati - si domandano continuamente: che senso avrà la mia
vita?
Post by giovanni2
Comunicazione e informazione aggiungono valore,
Quale valore? Di scambio, d'uso, o valore tout court (senza
sussunzioni, cioè, né reali né immaginarie)?
E questo valore aggiunto, da dove viene? E quanta parte è plus-valore?
Post by giovanni2
altro tema
ampiamente esaminato negli anni Settanta.
Epoca densa di grandi scoperte intellettuali ...
Post by giovanni2
L'obiettivo è sussumere il
soggetto subalterno
Ma sussumere, o assumere?
Post by giovanni2
fuori dell'orario canonico di lavoro, quando si
illude che il suo tempo sia "libero". Condizionarne fantasia,
immaginario, reazioni. Fargli produrre valore allorché si crede a
riposo. Buona parte delle attività precarie è indirizzata a questa
conquista. Antitetica alla vecchia formula socialista "Otto ore per
lavorare, otto ore per istruirsi, otto ore per riposare". Istruirsi e
lavorare (nel senso di aggiungere valore alle merci) è diventato la
stessa cosa. Ma si potrebbe aggiungere il riposo, visto che è il
momento dei sogni, e quei sogni nascono condizionati.
Sapevo che si sarebbe arrivati anche a questo. Si produce nel sonno,
nel sogno.
Compagni, siamo fottuti! Questo capitalismo è proprio paraculo. Più
che paraculo, maggico!
Tira fuori valore e ricchezza dal nulla, dagli ectoplasmi. E' un
capitalismo metafisico, s'è alleato direttamente col Padreterno, o
almeno con il Mago Merlino! Voi sognate e lui - zac! - ve la mette in
quel posto, tira fuori valore, plusvalore, vi sfrutta a sangue. Vi fa
sognare quello che vuole lui, quello che gli serve, ve lo suga dar
cervello, e lo frulla direttamente nel mercato finanziario, tanto il
valore e tre volte gli attivi.
Post by giovanni2
Discorso astratto e visionario? Mica tanto.
No, allucinogeno. E forse è questo il vero problema: troppe canne, e
troppo in tenera età.
Post by giovanni2
Negli Stati Uniti e in
buona parte dell'Occidente l'industria dello spettacolo (cinema e
soprattutto tv) e quella informatica sono oggi trainanti. Entrambe
sono "immateriali". Invece la finanza si è completamente staccata
dalle attività concretamente produttive, e raggiunge livelli di
scambio quotidiano impressionanti, senza riferimento al valore
effettivo delle singole aziende.
Come dire: ripetere una cosa orecchiata (la finanza che ha un valore
tre-quattro volte gli attivi) per metterla lì a fare la sua porca
figura. Peccato che non c'entri nulla con l'industria dello spettacolo
(che è trainante oggi quanto secondo Craxi lo era il "made in Italy":
cioè nulla, a parte i titoli di giornale (che fanno il cicero pro domo
sua, come ovvio). L'infomatica è un'altra cosa, tanto per dire che
"l'immaterialità" non significa niente. Ma questo sì, che è molto anni-
settanta! Ripetere cose senza capire cosa significhino, basta che
faccino la loro porca figura. E così anche una cosa sensata, la si
riesce a far diventare un luogo comune.
Post by giovanni2
In un quadro simile, in cui l'Occidente si specializza nella
valorizzazione delle merci brute provenienti da altri continenti o da
aree depresse,
non cioè come l'oriente, che invece non valorizza merci brute (o
valorizza merci non brute? o provenienti non da altri continenti, o
non da aree depresse?).
Post by giovanni2
Soggetti di questo tipo o votano (in minoranza) per Berlusconi, che in
qualche modo ha capito la loro funzione, sia pure da padrone, o non
votano affatto. Come si potrebbero sentire rappresentati da una
sinistra parlamentare (parlo della sconcia "La Sinistra l'Arcobaleno",
non del Partito Democratico, che è una sfumatura della destra) che non
ha nemmeno capito la configurazione attuale della società?
Non, cioè, come Evangelisti, che invece l'ha capita perfettamente.
Come questo scritto ampiamente dimostra.
Post by giovanni2
I centri sociali, naturale
raggruppamento a sinistra di migliaia, o decine di migliaia, di
giovani, stiano calmi. Idem per i movimenti locali: No TAV, No Dal
Molin, decine di altri.
Tutto infatti fa brodo.
Post by giovanni2
Peccato che l'attuale composizione di classe non lo segua.
Infatti, decine di migliaia di persone, la "composizione di
classe" ... non lo seguono. E' questo che gli fa perdere il sonno, al
Bertinotti, quei diecimila voti persi.
Post by giovanni2
La classe
operaia che reggeva il PCI gli preferisce la Lega e la sua concretezza
territoriale.
Su questa storia della Lega e della classe operaia Evangelisti
dovrebbe però decidersi di smettere di andare a corrente alternata.
Non era un fenomeno sopravvalutato?
Post by giovanni2
Nessuno sembra capire le loro istanze e
l'attuale assetto del lavoro.
A parte Evangelisti, s'intende, quello che non s'intende di politica.
Post by giovanni2
Le loro posizioni sono ferme agli anni
Cinquanta. Trotzkismo? E che diavolo è oggi il trotzkismo?
Questa è veramente una domanda sensata. Lo dico sul serio. Il
trockismo, che è un fenomeno degli anni '50 ...
Post by giovanni2
La sinistra consapevole di sé è diffusa nella marcia società italiana.
Marcia, l'italiana. Non come quella francese, tedesca, russa,
americana, burkinese, pakistana ...
Lo diceva sempre anche mia nonna: questa marcia società!
(ma lei scherzava, però).
Post by giovanni2
La si pianti di essere partitino – la falce e martello, chissenefrega
– e si sia composizione di classe. Forse, allora, si troveranno i voti
necessari, se è a questo a cui si tiene.
Le decine di migliaia di voti ... se proprio ci si tiene. Altrimenti
fa niente, tutti nei centri sociali ad aspettare di prendere la
parola. Su temi specifici. La grande voluttà di prendere la parola su
temi specifici. E non partitino, ma partito di Massa (non di Carrara,
cioè).
Post by giovanni2
Altrimenti si riceveranno pernacchie.
Questa delle pernacchie è un'ottima idea. Sul serio. Quasi quasi ...
Post by giovanni2
Il degno accompagnamento delle
ultime elezioni. Una composizione di classe non ha pietà. Spernacchia
ex alleati passati al nemico, "classi operaie" prossime alla pensione
e diventate razziste, forme istituzionali che non la rispettano,
sindaci che si inventano nemici per meglio abbatterli.
Passare per le pernacchie i nemici della composizione di classe, i
traditori, i rinnegati kauckij, gli scompositori di classe. Senza
pietà. Terribile. E crudele. La rivoluzione, d'altronde, si sa, non è
un minuetto: è una pernacchia.
Post by giovanni2
Che tutto ciò vada affanculo.
Questa è un'idea ancora migliore delle pernacchie. Quasi quasi ...
Post by giovanni2
Si vota (a volte) per dovere, ogni tanto
per piacere.
Ma l'insostenibile voluttà del voto è un'invenzione della borghesia.
Questa è un'idea - francamente - mooolto trockista.
Post by giovanni2
E' nella società che li si contrasta, i porconi. Qui,
nelle piazze, è atteso ciò che resta della sinistra parlamentare. O
viene in tempi utili o si farà da soli.
Sì, ma a fare da soli - come noto - se si esagera si diventa ciechi.
kyuzo
2008-05-01 09:49:13 UTC
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Post by Leprechaun
Sì, ma a fare da soli - come noto - se si esagera si diventa ciechi.
QUESTA è un'analisi magistrale!
;)
giovanni
2008-05-01 12:35:30 UTC
Permalink
Post by Leprechaun
Come si fa ad essere - passata l'età della ragione - "inesperti in
politica"?
visto il voto degli italiani, direi che è facilissimo...basta
"informarsi" con la tv...
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
Il permanere del sex appeal di Berlusconi,
quindi, a quanto pare, Berlusconi è stato votate dalle donne e dai
"culattoni".
ci sei o ci fai? Sex appeal elettorale...
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
il consenso di larga parte della classe operaia alla Lega
Nord.
"Larga parte"? Siamo sicuri? E siamo sicuri che prima di ora la
"classe operaia" invece, non desse mezzo voto né a lega
mica ha detto "i nuovi consensi", ha detto il consenso, ovvero quello
di prima+ i nuovi
Post by Leprechaun
Data fenomeni (il cambiamento di paradigma dell'evoluzione della
società del capitalismo) iniziati poco dopo la morte di Marx a trenta-
quarant'anni fa,
in Italia, visto che si sta parlando di Italia?
Post by Leprechaun
vecchie come il cucco, vecchie come la socialdemocrazia. Ma tutte cose
successe mentre Evangelisti (e i suoi estimatori) erano, purtroppo, ce
ne dispiace, in coma.
strano, perchè proprio 30 anni fa gli intellettuali di riferimeno di
Evangelisti erano gli stessi del PC più forte dell'intero occidente...
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
fuori dell'orario canonico di lavoro, quando si
illude che il suo tempo sia "libero". Condizionarne fantasia,
immaginario, reazioni. Fargli produrre valore allorché si crede a
riposo. Buona parte delle attività precarie è indirizzata a questa
conquista. Antitetica alla vecchia formula socialista "Otto ore per
lavorare, otto ore per istruirsi, otto ore per riposare". Istruirsi e
lavorare (nel senso di aggiungere valore alle merci) è diventato la
stessa cosa. Ma si potrebbe aggiungere il riposo, visto che è il
momento dei sogni, e quei sogni nascono condizionati.
Sapevo che si sarebbe arrivati anche a questo. Si produce nel sonno,
nel sogno.
eh sì, caro, se l'operaio sogna la macchinona, sta producendo anche
nel sonno..
Post by Leprechaun
Vi fa
sognare quello che vuole lui, quello che gli serve
sicuramente il macchinone non serve all'operaio...
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
Peccato che l'attuale composizione di classe non lo segua.
Infatti, decine di migliaia di persone, la "composizione di
classe" ... non lo seguono. E' questo che gli fa perdere il sonno, al
Bertinotti, quei diecimila voti persi.
10.000 de che, pirla col botto? Tanto per dire, solo a Vicenza i no
Dal Molin (ovvero un centesimo delle infinite lotte dal basso che ci
sono in tutta Italia) hanno preso 3000 voti. Su 100.000 vicentini:
moltiplica per 560 e avrai oltre un milione e mezzo di voti persi...
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
Le loro posizioni sono ferme agli anni
Cinquanta. Trotzkismo? E che diavolo è oggi il trotzkismo?
Questa è veramente una domanda sensata. Lo dico sul serio. Il
trockismo, che è un fenomeno degli anni '50 ...
e che produce nel 2008 2 partiti. In Italia, in Francia anche di più
Post by Leprechaun
Post by giovanni2
E' nella società che li si contrasta, i porconi. Qui,
nelle piazze, è atteso ciò che resta della sinistra parlamentare. O
viene in tempi utili o si farà da soli.
Sì, ma a fare da soli - come noto - se si esagera si diventa ciechi.
certo, sicuramente così ti ha insegnato il tuo prete da piccolo, e
quindi come il 90% dei preti ti avrà anche spiegato che per non
diventare cieco anzichè toccartelo da solo è meglio se te lo toccava
lui...
Mony Vibescu
2008-05-02 07:48:16 UTC
Permalink
Post by giovanni
Tanto per dire, solo a Vicenza i no
Dal Molin (ovvero un centesimo delle infinite lotte dal basso che ci
moltiplica per 560 e avrai oltre un milione e mezzo di voti persi...
Questo dato gli assunti, entrambi non dimostrabili, che i
cinquecentosessanta bisogni che generano le lotte dal basso non siano
in contrasto tra di loro e che siano tutti congruenti con un
qualsivoglia schema ideologico di sinistra. Per esempio: A non vuole
la spazzatura sotto casa, B non vuole la discarica, C non vuole
l'inceneritore, D non vuole la raccolta differenziata, E non vuole il
riciclo dei contenitori, F non vuole...


--
Baci,
Mony
giovanni
2008-05-02 14:49:30 UTC
Permalink
Post by Mony Vibescu
Post by giovanni
Tanto per dire, solo a Vicenza i no
Dal Molin (ovvero un centesimo delle infinite lotte dal basso che ci
moltiplica per 560 e avrai oltre un milione e mezzo di voti persi...
Questo dato gli assunti, entrambi non dimostrabili, che i
cinquecentosessanta bisogni che generano le lotte dal basso non siano
in contrasto tra di loro e che siano tutti congruenti con un
qualsivoglia schema ideologico di sinistra
i No Dal Molin lo sono, idem i No Tav e i No Inceneritori e No
Discariche. QUanto ai No Riciclaggio, mai sentito nessuno di sinistra
dichiararsi contrario...
Mony Vibescu
2008-05-02 17:43:26 UTC
Permalink
Post by giovanni
Post by Mony Vibescu
Post by giovanni
Tanto per dire, solo a Vicenza i no
Dal Molin (ovvero un centesimo delle infinite lotte dal basso che ci
moltiplica per 560 e avrai oltre un milione e mezzo di voti persi...
Questo dato gli assunti, entrambi non dimostrabili, che i
cinquecentosessanta bisogni che generano le lotte dal basso non siano
in contrasto tra di loro e che siano tutti congruenti con un
qualsivoglia schema ideologico di sinistra
i No Dal Molin lo sono, idem i No Tav e i No Inceneritori e No
Discariche.
Temo sia necessario posizionare correttamente anche i No-Spazzatura-
Sotto-Casa.


--
Baci,
Mony
giovanni
2008-05-02 20:31:40 UTC
Permalink
Post by Mony Vibescu
Post by giovanni
Post by Mony Vibescu
Post by giovanni
Tanto per dire, solo a Vicenza i no
Dal Molin (ovvero un centesimo delle infinite lotte dal basso che ci
moltiplica per 560 e avrai oltre un milione e mezzo di voti persi...
Questo dato gli assunti, entrambi non dimostrabili, che i
cinquecentosessanta bisogni che generano le lotte dal basso non siano
in contrasto tra di loro e che siano tutti congruenti con un
qualsivoglia schema ideologico di sinistra
i No Dal Molin lo sono, idem i No Tav e i No Inceneritori e No
Discariche.
Temo sia necessario posizionare correttamente anche i No-Spazzatura-
Sotto-Casa.
dipende da cosa vogliono farsene della spazzatura sotto casa...se la
vogliono fuori dai coglioni senza se e senza ma sono di destra, se
anzichè fare i sacchi pieni di monnezza indifferenziata la separano in
casa loro e poi lottano perchè chi di dovere raccolga e tratti la
spazzatura differenziata sono di sinistra...
Mony Vibescu
2008-05-03 17:00:02 UTC
Permalink
Post by giovanni
chi di dovere raccolga
Ecco, cominci a intravedere la luce alla fine del tunnel...


--
Baci,
Mony
giovanni
2008-05-04 12:52:46 UTC
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Post by Mony Vibescu
Post by giovanni
chi di dovere raccolga
Ecco, cominci a intravedere la luce alla fine del tunnel...
io sì, il governo Prodi no, visto che ha imposto per decreto di
bruciare tutto (rifiuti non trattati compresi) negli inceneritori...
Marco Piccinetti
2008-05-01 22:04:56 UTC
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Non entro nel merito della questione, per altro interessantissima, sulle
forme "post" della sussunzione. Diciamo che di sussunzione ce n'è sempre
comunque un bel pò e che quindi è urgente una politica in grado di dar
vita ai necessari ammortizzatori. Ora, siccome per fare queste cose ci
vuole il potere, che senso ha andare di nuovo al massacro con una
composizione di classe come quella descritta da Evangelisti (precari,
Cobas, le RdB, sindacalismo di base, centri sociali, No TAV, No Dal
Molin)?

Non sarebbe invece ora di parlare, invece che di classe, di blocco
sociale, cioè di come unificare una maggioranza di italiani in un'idea
di condivisa di progresso del paese?
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